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Africana di Nicola Filippone

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Tracce di speranza

Raccontare un conflitto particolarmente cruento – e le sue conseguenze sulla vita della gente comune – attraverso un videogioco. Ci ha provato la Croce Rossa britannica, impegnata da anni in Nord Uganda, dove dal 1987 il Lord’s Resistance Army di Joseph Kony si oppone all’esercito regolare. Un conflitto cui l’Uganda ha pagato un tributo altissimo in termini di morti (decine di migliaia) e sfollati (1,6 milioni). E che ha visto manifestarsi il fenomeno dei bambini soldato (oltre 20mila, secondo stime Onu).

Il gioco in questione si chiama Traces of hope e appartiene alla categoria degli Arg, acronimo che sta per alternate reality games. Si tratta di giochi che puntano a creare un forte effetto di realtà, sfruttando contemporaneamente diversi strumenti reperibili on line (indirizzi di posta elettronica, blog, siti). Il giocatore di Traces of hope si trova catapultato nel mondo di Joseph, un ragazzo di 16 anni che vive in un campo per rifugiati: bisogna aiutarlo a rintracciare sua madre, reperendo informazioni sul web e costruendosi una rete di contatti attraverso la posta elettronica.

"E’ un mix tra una storia, un gioco e un’indagine. Ed è la prima volta che un’organizzazione umanitaria usa un Arg", ha spiegato alla Reuters Matt Connolly di Enable Interactive, la società di design digitale che ha contribuito a sviluppare Traces of hope. L’obiettivo è attirare l’attenzione del popolo dei giochi verso contesti e conflitti quasi sconosciuti, utilizzando un contenitore che generalmente viene adoperato per promuovere film o lanciare prodotti commerciali. “E’ come un puzzle – secondo Charles Williams, il dirigente della Croce Rossa britannica che ha curato l’iniziativa. E metterà i giocatori nei panni delle persone che si trovano in situazioni di conflitto e che devono prendere decisioni difficili".

Commenti

Ciao Nicola, solo ora ho scoperto questo tuo blog. Ti consiglio di dare un'occhiata al sito http://www.afrika.no e di iscriverti alla newsletter di Afrika.no. E' un'associazione no profit norvegese che monitora la stampa africana (il che di per sé e' gia' insolito) e tira fuori notizie/punti di vista di cui spesso neppure i grandi media anglo/francofoni si accorgono... Un saluto da Port-au-Prince (Haiti), Gaetano