Africana - Africana

Africana di Nicola Filippone

RSS Feed

La Nigeria parcheggia un satellite

NigComSat-1 è un satellite per le telecomunicazioni di proprietà della Nigeria. Progettato e costruito in Cina, è costato allo Stato 340 milioni di dollari ed è stato finanziato principalmente con i proventi del petrolio. La settimana scorsa il satellite ha incontrato problemi di alimentazione ed è stato spento. Un contrattempo dai costi importanti, anche se da Abuja si sono affrettati a precisare che le spese saranno coperte da una polizza assicurativa.

Il lancio era avvenuto nel maggio 2007: NigComSat-1 avrebbe dovuto, secondo i proclami governativi, migliorare in breve tempo la qualità della vita dei nigeriani (oltre a creare 150mila posti di lavoro nell’immediato), determinando un salto di qualità nelle telecomunicazioni, grazie alla banda larga. Troppo facile obiettare che i soldi potevano essere investiti in obiettivi più urgenti della banda larga, alla luce delle condizioni di indigenza in cui versa la maggioranza dei nigeriani. Ma al di là di questo, gli obiettivi in realtà non sono stati raggiunti. Secondo alcuni esperti interpellati dalla Bbc, il progetto nigeriano è da considerarsi fallito. “Il nostro è un investimento sensato”, ha replicato ai critici il ministro dell’Informazione John Odey. “Non c’è tecnologia che possa essere considerata fallimentare”, ha aggiunto.

Il dibattito resta aperto così come gli interrogativi sul futuro di NigComSat-1. E poi la vicenda ha avuto un contorno misterioso. Prima che fosse ufficializzata la notizia dello spegnimento, i media locali avevano ventilato l’ipotesi che NigComSat-1 fosse misteriosamente sparito nello Spazio. Un’ipotesi che disegnava scenari inquietanti. Finché mercoledì scorso il ministro della Scienza e della tecnologia Alhassan Zaku ha svelato ufficialmente la soluzione del mistero, aggiungendo in conferenza stampa una spiegazione colorita. “Ha avuto un calo di alimentazione e abbiamo dovuto spostarlo dalla posizione orbitale che occupava. E’ un po’ come se vi capitasse che la batteria della macchina si scarichi – ha precisato ai giornalisti – e foste costretti a spingere la vettura verso la prima area di parcheggio”.