Africana - Africana

Africana di Nicola Filippone

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Lo Zimbabwe secondo Tuku

Oliver Mtukudzi, detto Tuku, è una leggenda in Zimbabwe: da cantautore ha raccontato l’affrancamento dal potere coloniale, quindi ha descritto un Paese nuovo, i percorsi di dialogo tra i pochi bianchi ricchi e le masse nere povere ma finalmente dotate di pieni diritti. E poi ha cantato l’inizio del declino, con la riforma agraria che avrebbe dovuto ridistribuire la terra alla gente, ma ha semplicemente arricchito i fedelissimi del presidente Mugabe. La conseguenza di questa riforma scriteriata è stata il crollo della produzione agricola, che ha lasciato sul lastrico una nazione che un tempo era considerata il granaio dell’Africa australe.

Nei suoi pezzi, in cui si esprime soprattutto in shona (la lingua più parlata nel Paese) e raramente in inglese, Tuku affronta anche le piaghe sociali che affliggono lo Zimbabwe contemporaneo. E in particolare la catastrofe Aids, che ha mietuto una quantità spropositata di vittime. Tra queste anche parenti e amici di Mtukudzi, ovvero un fratello e tre componenti della band. Il pezzo che ho postato si intitola “Todii” (Che faremo?) ed è un grido di allarme. Il video sarà anche artigianale ma descrive con efficacia struggente gli ultimi giorni di vita di un musicista che sta morendo di Aids e il dramma di chi gli sta intorno.